MALA- IL NUOVO SINGOLO

Le canzoni di “Totocaos” sono il frutto di più anni di scrittura.
Alcune canzoni c’erano già da tempo, altre sono nate nel corso degli ultimi mesi.
“Totocaos” è una scommessa. Una scommessa sul caos appunto, su tutto ciò che non può essere pronosticabile.
È ciò che affrontiamo ogni giorno.
È un disco “domestico”.
Un po’ perché fatto in casa, sempre solo in due.
Un po’ perché si concentra sul “ritorno a casa”, quello dopo una giornata qualsiasi, quello dopo una vacanza, quello dopo anni passati fuori, al freddo, tra la fine della prima e l’inizio di una seconda adolescenza.
Vogliamo tornare a casa: riscoprire il tepore delle cose semplici e rassicuranti, anche se siamo ancora attratti dalla sfida del freddo.
“Totocaos” parla di fughe, giudizi e contro-giudizi, malesseri e medicine. Confida nella ricerca di abitudini.

Abitudini che perdono utilità troppo presto e spera nel ritorno alla libertà del caos, della natura e dei suoi rapimenti.

Line Up
Federico Molisina – voce, chitarra
Dario Messina – synth, drum machin

MALA è l’incontro tra due punti di vista, un dualismo che si concretizza nel 2017 con il sodalizio artistico tra il cantautore Federico Molisina ed il produttore elettronico Dario Messina.
La matrice torinese di questa entità filtra la realtà con cinismo e ironia, fornendo un’interpretazione non comune delle cose, considerate da angolazioni differenti.
Osservatore statico ma non silenzioso, MALA racconta il semplice moltiplicarsi delle prospettive.

“Tutto è finzione.
La realtà è divisa tra quello che appare e quello che è: da una parte l’illusione, dall’altra l’essenza.
MALA ha gli occhi su entrambi questi universi, cogliendo con puro disincanto la doppia valenza di ciò che ci circonda.”

SLANDA come fuga dal presente. Il posto lontano che conservi da una vita intera, come una chimera, un sogno irraggiungibile. D’un tratto ti rendi conto che è già lì, dentro casa, nel tuo giardino, nell’orto, tra i pomodori e i gatti annoiati. Il protagonista del video ha novant’anni, in Islanda non ci è mai stato e di sogni di fuga ne ha avuti pochi. Rimangono i ricordi, i rimpianti, quello che sarebbe potuto essere e non è mai stato, persone che non ci sono più, amori sepolti. Attraverso l’audacia della sua longevità e della sua costanza, il protagonista si ritrova proiettato in una nuova dimensione, spavalda e moderna. Qui le distanze si assottigliano, l’Islanda è vicina: tra una palma, il cortile e un fila di ortensie. La libertà passa dalla fermezza delle nostre convinzioni e dalla riconquista della propria individualità, anche nell’ultimo giorno della nostra vita.