PICK & ROCK: Quando la musica va a canestro.

Il playmaker palleggia, il pivot sale all’altezza della lunetta e piazza
un blocco il più possibile granitico per poi introdursi nell’area
dei tre secondi, in attesa di ricevere un passaggio che lo porterà,
almeno in teoria, a insaccare un canestro facile facile. Lezione
tecnica, per forza di cose coincisa e grossolana anzichenò, per spiegare
ai non edotti di questioni cestistiche il Pick & Roll. Uno schema offensivo
usato con frequenza durante le partite di basket, forse non troppo
divertente ma senza dubbio efficace. Il libro che avete tra le mani,
invece, esce con il titolo di Pick & Rock. Un richiamo alla pallacanestro
e uno alla musica. Semplice, no?
Come ogni internauta attento saprà, Pick & Rock ha un’origine che si
perde tra i meandri della Rete. Il progetto parte nell’aprile del 2014 con
una rubrica (provate a indovinarne il titolo…), ospitata da dailybasket.
it, uno dei siti web più popolari e seguiti da chi ama la spicchia. Una
rubrica animata da un’idea anch’essa piuttosto semplice: recensire tutte
le canzoni, belle o brutte poco conta, che, in un modo o in un altro,
hanno inserito nel loro immaginario il basket e tutto ciò che gli gira
attorno. Ne è uscito fuori uno spaccato all’interno del quale convivono
insospettabili cantautori, band di fama planetaria e band che non si è
filato nessuno o quasi, portatori sani di trash music, gruppi beat, rapper
di ogni ordine e grado, allenatori e giocatori che, a un certo punto della
loro esistenza votata alla palla a spicchi, hanno deciso di piazzarsi di
fronte a un microfono. Anche quando non era strettamente necessario.
GIUSEPPE CATANI
Giornalista pubblicista, marchigiano di Porto Sant’Elpidio, vive e lavora a Bologna.
Scrive principalmente di musica e di basket, collabora con il quotidiano di
Ancona «Corriere Adriatico» e con i siti online dailybasket.it e rockit.it.