Esce “Yiddish Blues”di Moni Ovadia insieme a Giovanna Famulari e Michele Gazich
Scritto da Redazione Radio Flyweb il 3 Aprile 2026
Anticipato dal brano “Il piccolo Alì” esce per Moovon, in collaborazione con Moonlight Records, “Yiddish Blues” il progetto cantautorale di Moni Ovadia ideato e creato con Giovanna Famulari e Michele Gazich.
Il Blues è la condizione dello spirito di chi si trova lontano da ogni dove. È una musica di esiliati, di schiavi, di martirizzati. È una musica che nasce dalla condizione dello sradicamento. La cultura yiddish è una cultura di esilio, di assenza di patria e di confini. Queste risonanze comuni ci hanno spinti ad intitolare questo viaggio in musica e parole proprio Yiddish Blues.
Moni Ovadia, Giovanna Famulari, Michele Gazich
Io non ho mai composto una canzone. Gaza mi ha convinto a provarci. Con l’aiuto di due prodigiosi musicisti, Giovanna Famulari e Michele Gazich, mi sono cimentato. Ho vinto la mia ritrosia e la mia paura. L’immane orrore che ha travolto quel lembo di terra palestinese, il martirio del genocidio di un popolo deve essere fermato con ogni tipo di iniziativa, ma deve essere anche cantato perché il maggior numero possibile di esseri umani ne venga a conoscenza. Così abbiamo scritto due canzoni fortemente legate al genocidio palestinese (Palestina, terra di dolore e Il piccolo Alì) e le abbiamo presentate al Premio Tenco 2025. Da lì tutto è cominciato.
Moni Ovadia
Yiddish Blues è stato costruito grazie a un lavoro lungo e costante con Michele: si è trattato di un lavoro a quattro, anzi a sei, mani. Moni ci ha aiutati e indirizzati nella ricerca e selezione dei brani da affiancare agli originali composti da noi tre. Una volta scelti, li abbiamo trascritti, perché di molti di essi non esisteva partitura; poi li abbiamo adattati alla tonalità vocale di Moni e li abbiamo arrangiati. Abbiamo prodotto partiture rigorose, lasciando tuttavia sempre spazio all’improvvisazione. Ne è venuto fuori qualcosa di molto particolare.
Giovanna Famulari
Yiddish Blues è nato in circostanze di condivisione fraterna di musiche e idee in lunghe serate che Giovanna ed io abbiamo trascorso a casa di Moni, suonando cantando e raccontandoci storie. Con cura da ricercatori e gioia da appassionati, mentre riscoprivamo vecchie canzoni, con semplice spontaneità abbiamo cominciato a scriverne di nuove ed è nato un bellissimo bambino (di quasi ottant’anni): Moni Ovadia cantautore. Giovanna ed io siamo felici e onorati di esserne stati i maieuti, di avere aiutato e in qualche modo ispirato questa nascita, specchio del coraggio e della curiosità di Moni.
Michele Gazich
Com’è nato il trio Ovadia Famulari Gazich?
In principio ci fu Giovanna Famulari, che collaborava artisticamente sia con Ovadia che con Gazich: è stata per anni elemento essenziale sia degli spettacoli teatrali di Moni sia degli album di canzoni e dei concerti di Michele. Giovanna li ha fatti incontrare e Gazich ha subito cominciato a suonare il violino negli spettacoli di Ovadia, ma in breve i tre hanno capito che la loro amicizia umana e artistica doveva portare a qualcosa di totalmente nuovo.
Gli eventi precipitano nel 2025: Gazich pubblica l’album “Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea” tutto registrato con una sola musicista, Giovanna Famulari. Nasce una nuova idea di suono, una canzone d’autore che dialoga con il retroterra classico dei due.
Famulari e Gazich condividono la loro nuova idea di suono con Ovadia che a sua volta porta la sua immensa conoscenza di canzoni composte da popoli in esilio: dai neri d’America alla tradizione yiddish. Nasce così Yiddish Blues (presentato per la prima volta dal vivo al Folkest Festival 2025), che non è uno spettacolo teatrale, non è teatro canzone, ma è, per la prima volta, “il concerto di Moni Ovadia”. Yiddish Blues è un affondo poetico e musicale nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli senza patria, nel dolore e nella resistenza trasformati in canto.
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