TORNANO I CONFUSIONAL QUARTET CON UN NUOVO ALBUM

Scritto da il 17 Ottobre 2022

Bologna fine anni ’70: sotto le due torri prosperano le controculture, nascono le etichette indipendenti e le radio libere. Il 2 aprile 1979 al Paladozza va in scena la più grande celebrazione di quel momento creativo, il mitologico Bologna Rock, un festival totalmente autoprodotto che aveva messo insieme sul palco Skiantos, Luti Chroma, Rusk und Brusk, Gaznevada, Windopen, Bieki, Naphta, Andy J. Forest e, naturalmente, i Confusional Quartet. Il Quartet, a partire dal nome, è la formazione più centrifuga del programma, miscelando sonorità no-wave, approccio jazzistico ed echi di progressive.
La confusione dei quattro è quindi soprattutto disordine creativo, voglia di giocare e naturalmente sperimentare.

Bologna, 2022: Confusional Quartet è di nuovo sulla scena (ha ripreso a lavorare assieme da una decina d’anni). La formazione è composta da Lucio Ardito al basso, Marco Bertoni alle tastiere, Enrico Serotti alla chitarra e Claudio Trotta alla batteria.

Nel 2019 la band aveva tenuto alcuni concerti in Francia ricevendo un’accoglienza incredibile, trovandosi a suonare di fronte a un pubblico ben disposto a ballare, a divertirsi e sintonizzarsi sulle musiche impossibili del quartetto bolognese.

Nel 2020, durante il lockdown, la band ha iniziato a scambiarsi le prime idee embrionali composte separatamente e poi condivise e sviluppate a distanza.
Il disco che vi presentiamo nasce in casa, da idee personali per poi crescere e prendere forma in sala prove. Per diversi mesi i nuovi brani sono stati suonati, smembrati e rivoltati fino a raggiungere la versione definitiva. Il segreto di questo lavoro è ancora una volta la potenza del collettivo che produce nuove scoperte e possibilità per realizzare e  pensare musica assieme. Il collettivo porta quindi al risultato atteso: la totale libertà creativa. La Confusione creativa, marchio di fabbrica della band.

Il disco è eterogeneo, caleidoscopico, pieno di passaggi repentini di stile, di genere e di passo tra i vari brani. Un disco che una volta arrivato in studio è stato suonato di getto, quasi come un live.

Fondamentale l’apporto di alcune collaborazioni: cantanti, artisti come Franco Guerzoni, musicisti e per ultimo Mr. Yoad Nevo, ingegnere del suono e produttore di stanza a Londra che, sentito il materiale, ha deciso di mixare il lavoro. Importante e geniale anche l’apporto del co-produttore Oderso Rubini attivo nel percorso creativo dell’intero album.


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