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COOPER AND THE NIGHT OWLS

Scritto da il 16 Ottobre 2026

Esce venerdì 16 ottobre, per la label statunitense Mint 400 Records, il disco d’esordio dei Cooper And The Night Owls.

Dieci trasmissioni notturne che emergono dalle ombre di una foresta psichedelica, dove istinto, ritualità e ripetizione convergono in un unico viaggio sonoro ipnotico. I brani saranno presentati dal vivo il 30 ottobre al Trenta Formiche di Roma, per uno speciale release party.

Il progetto è nato dall’incontro di cinque musicisti provenienti da percorsi artistici differenti, ma accomunati da una fascinazione per gli stati alterati di coscienza, le atmosfere cinematografiche e l’esplorazione psichedelica. I Cooper And The Night Owls si muovono come un organismo collettivo più che come una band tradizionale. Lorenzo Masini, Lorenzo Vitali, Marina Cristofalo, Francesco Conte e Andrea Siddu convogliano le proprie esperienze in un’entità viva e pulsante, capace di mutare forma continuamente, guidata tanto dall’intuizione quanto dall’intenzione. Dalla pubblicazione dei primi singoli, “Atomik”, “Hangover”, “Pistacchio” e in seguito “Furankotokūpā” e “The Owls”, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, raccogliendo consensi sia attraverso le registrazioni in studio che grazie a performance dal vivo immersive e coinvolgenti. 

L’album “Cooper And The Night Owls” attraversa un paesaggio in cui miraggi desertici, energia garage rock e ripetizioni kraut si dissolvono l’uno nell’altra. Ogni brano si dispiega come il frammento di un sogno lucido, sospeso tra movimento e immobilità, estasi e tensione.

Sotto la superficie affiorano echi della malinconia notturna di Angelo Badalamenti e della voce sussurrata di Julee Cruise, mentre chitarre riverberate, ritmiche motorik e groove ritualistici illuminano un orizzonte immaginario popolato da autostrade infinite, insegne al neon tremolanti, motel dimenticati e misteriose cerimonie che si consumano ai margini della percezione. Le canzoni sembrano evocate: emergono dall’oscurità attraverso la ripetizione, la risonanza e la trance.

Al centro di questa visione si staglia la figura centrale del gufo: testimone silenzioso, guida notturna, presenza totemica che attraversa i rami di una foresta invisibile. Nell’universo del collettivo, the owl diventa simbolo di una percezione amplificata, una creatura capace di orientarsi nel buio non fuggendo, ma imparando a guardare attraverso l’oscurità.

Traccia dopo traccia, il disco si espande come un sogno febbrile sotto un cielo di mezzanotte. Le chitarre distorte si intrecciano a ritmi pulsanti, le strutture circolari si propagano all’infinito e le melodie appaiono come luci lontane lungo una strada deserta. Il risultato è un’opera magnetica e immersiva che bilancia introspezione e intensità fisica, invitando l’ascoltatore ad abbandonarsi completamente all’esperienza.

Questa è la musica per viaggi notturni e stati alterati, per chi si perde nel bosco e ne riemerge trasformato. Musica che abbraccia insieme ombra e luce, conducendo l’ascoltatore nel cuore dell’ignoto.


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