MIMOSA:” Real life” prossimamente su RADIO FLYWEB
Scritto da Redazione Radio Flyweb il 12 Ottobre 2026
“REAL LIFE” nasce dal corpo di Mimosa Campironi davanti a un pianoforte. In un momento in cui le parole e le forme già conosciute non erano più sufficienti, l’artista comincia a suonare senza una partitura prestabilita, affidando al gesto, all’ascolto e alla memoria musicale la possibilità di costruire una forma nel presente.
Accade per la prima volta nella casa di Davide Toffolo, a Pordenone. Mimosa si siede al pianoforte e lascia che la musica emerga istintivamente. Toffolo riconosce in quel gesto l’inizio di un’opera e, quando lei finisce di suonare, le dice: «La prossima volta te lo faccio trovare accordato».
Qualche mese dopo Mimosa torna in quella casa, appartenuta in passato ad un mago. Nel seminterrato, per quattro giorni, vengono registrate ore di musica. Il pianoforte diventa il centro di un piccolo rito collettivo: intorno ci sono amici, produttori, persone arrivate per caso o rimaste ad ascoltare. È Capodanno, il camino è acceso, si parla, si brinda, si attraversano le stanze. Una gatta di nome Celestina dorme sul petto di Mimosa e poi corre sulla tastiera del pianoforte, producendo con le zampe piccoli cluster di note.
La vita della casa non viene separata dalla registrazione. Le voci, i respiri, il fuoco, il movimento delle persone, il rumore degli oggetti e degli strumenti entrano nella musica e ne diventano parte.
«REAL LIFE non cerca di sottrarre la musica alla vita, ma lascia che la vita entri nella composizione.»
Il materiale musicale nasce attraverso sessioni di improvvisazione. Improvvisare, in questo lavoro, non significa procedere casualmente o suonare “lì per lì”: significa comporre nel presente. Dentro ogni gesto agiscono gli anni di studio del pianoforte, la memoria musicale, l’istinto melodico e l’ascolto dello spazio. Ogni scelta modifica ciò che può accadere dopo e conduce verso una forma non stabilita in anticipo, ma necessaria nel momento in cui prende vita.
Il corpo decide prima che il pensiero possa spiegare. Il peso delle mani, la pressione delle dita, il respiro e la postura modificano il suono e determinano la direzione della musica. L’improvvisazione diventa così una forma rigorosa di presenza: una scrittura che accade mentre viene eseguita e che non può essere riprodotta nello stesso modo.
Anche il pianoforte non viene trattato soltanto come uno strumento, ma come un corpo con cui entrare in relazione. Mimosa ne apre la cassa armonica e interviene direttamente sulle corde con un plettro; vi appoggia piccole catene per alterarne la vibrazione; introduce campanelli e oggetti trovati sul posto. Al pianoforte si affiancano una fisarmonica e un piccolo organo meccanico degli anni Sessanta, la cui ventola produce un respiro sonoro quasi autonomo. Il gesto diventa udibile: il movimento non serve semplicemente a produrre la nota, ma entra nella composizione insieme all’attrito, al rumore e alla vibrazione.
In REAL LIFE agisce anche la formazione teatrale di Mimosa Campironi. Non perché il disco costruisca un personaggio o segua una narrazione, ma perché considera la musica come un evento: un corpo presente in uno spazio, osservato e modificato dalla presenza degli altri. Come in teatro, ciò che accade non può essere replicato esattamente. Può essere attraversato di nuovo, ma ogni volta produce un tempo, una tensione e una relazione differenti.
La casa, il seminterrato, le persone di passaggio, la gatta, il fuoco e gli oggetti non sono uno sfondo. Sono presenze sceniche e sonore che agiscono sull’esecuzione. La registrazione conserva non soltanto le note ma anche il luogo, il gesto e le condizioni irripetibili che le hanno fatte nascere.
Le influenze del disco appartengono profondamente alla formazione e agli ascolti di Mimosa. Ci sono gli anni di studio pianistico e la sensibilità timbrica di Claude Debussy; c’è l’amore per Keith Jarrett e per la sua capacità di far emergere una forma musicale dall’ascolto del momento, pur senza che Mimosa si definisca una pianista jazz. C’è infine il rock, non necessariamente come sonorità riconoscibile, ma nel modo di trattare l’energia: costruire una struttura, portarla al limite e, quando serve, romperla per aprire una possibilità nuova.
Terminati i quattro giorni di registrazione, rimangono molte ore di musica. Nei mesi successivi Mimosa, Davide Toffolo e il fonico Enrico Berto portano con sé il materiale durante un viaggio in Sardegna. Lo ascoltano in automobile mentre attraversano l’isola, riconoscendo progressivamente i momenti destinati a entrare nel disco. Da quell’ascolto condiviso nascono la scelta dei quattordici brani e la loro sequenza. Il montaggio e la costruzione della scaletta diventano così una seconda fase compositiva: non una correzione di ciò che è accaduto ma il riconoscimento della forma già contenuta nelle registrazioni.
Alla base del progetto c’è un’idea di umanità. La melodia è intesa come ricordo dell’anima e voce che prende la forma del cuore; il tempo come battito irregolare della vita; l’armonia come spazio tra il progetto individuale e la presenza degli altri. L’errore non viene cancellato, perché niente nell’esperienza umana è perfetto, costante o immobile.
REAL LIFE trasforma l’ascolto in un rito condiviso. È un’opera nella quale musica e vita, composizione e imprevisto, suono e rumore non vengono separati. Il disco conserva la traccia di un corpo che incontra uno strumento, uno spazio e altre presenze.

BIO
Mimosa Campironi è musicista, compositrice e attrice. La sua ricerca nasce nel punto in cui musica e teatro smettono di essere linguaggi separati: il suono diventa gesto, il corpo diventa strumento e la presenza entra nella composizione.
Studia pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Fin dall’inizio costruisce un percorso trasversale tra musica, scena e scrittura, alternando l’attività di interprete alla creazione di opere nelle quali il suono agisce come elemento drammaturgico.
Come cantautrice pubblica gli album “La Terza Guerra” (2015) e “Hurrah” (2018, La Tempesta Dischi). Con il brano “Fame d’aria” vince nel 2016 la Targa della Critica e il Premio SIAE per la Miglior Musica a Musicultura. “La Terza Guerra” la porta alla candidatura agli MTV Awards come Best New Generation Artist; nello stesso anno riceve in Campidoglio l’Oscar dei Giovani per il suo percorso di attrice e musicista.
Il suo lavoro teatrale è profondamente legato a Shakespeare. È Giulietta nel “Romeo e Giulietta” diretto da Gigi Proietti al Globe Theatre di Roma, spettacolo per il quale collabora con Proietti alla scrittura del tema musicale; firma inoltre le canzoni originali de La dodicesima notte.
Il cinema è un altro asse del suo percorso: partecipa, tra gli altri, a “Nessuna qualità agli eroi” di Paolo Franchi e “Pecore in erba” di Alberto Caviglia, presentati rispettivamente alla 64ª e alla 72ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Come autrice attraversa teatro musicale, parola e nuove tecnologie. Nel 2019 debutta in prima assoluta alla Biennale Musica di Venezia con “Trashmedy”, di cui firma concept, libretto e sound design. Nel 2020 compone testo e musica di “Madame Tosca”, opera per voce recitante e pianoforte commissionata dal Macerata Opera Festival in collaborazione con Casa Musicale Sonzogno e interpretata da Laura Morante. Scrive e dirige “Family Game”, testo selezionato dall’Italian and American Playwrights Project 2020/22 e prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e 369gradi; il lavoro viene sviluppato come esperienza teatrale in realtà virtuale e diventa successivamente oggetto di una ricerca sull’accessibilità condotta con l’Università IULM.
Negli anni più recenti firma la drammaturgia del suono de “La Storia”, da Elsa Morante, con la regia di Fausto Cabra, e partecipa come attrice e musicista alla tournée italiana di “Brokeback Mountain – A Play with Music”, diretta da Giancarlo Nicoletti, interpretando Alma e suonando armonica e chitarra nella band dal vivo. Nel 2026 porta inoltre in scena “Sbandate (Descarríadas)”, progetto nel quale concerto, memoria e corpo femminile si incontrano.
Con REAL LIFE, nuovo lavoro in uscita per La Tempesta Dischi, Mimosa Campironi porta al centro la propria ricerca strumentale. Pianoforte preparato, fisarmonica e organo meccanico costruiscono una musica nata nel presente, in relazione con il corpo, lo spazio e le presenze che lo abitano. Il disco è il punto di sintesi di un percorso nel quale composizione, teatro e vita reale coincidono nello stesso gesto.
Radio Flyweb